STEPHAN SCHMIDHEINY, IL PADRONE DELL'ETERNIT, ASSOLTO: SUPREMA VERGOGNA
Si
svolge, mercoledì diciannove novembre, il terzo grado - quello che ha luogo
presso la Corte Suprema di Cassazione, preseduta da Arturo Cortese - del
processo alla multinazionale dell’amianto denominata Eternit: in appello,
l'unico imputato (lo svizzero Stephan Schmidheiny) era stato condannato alla
pena di anni diciotto di reclusione per i reati di “disastro doloso e omessa
bonifica”.
Secondo il Sostituto Procuratore Generale, dottor Francesco Mauro Iacovello:
" l'imputato è responsabile di tutte le condotte che gli sono state
ascritte. E' vero che la prescrizione non risponde alle esigenze di giustizia,
ma stiamo attenti a non piegare il diritto alla giustizia: il giudice, soggetto
alla legge, deve scegliere il diritto".
Quindi, a detta dell'illustre giurista, il delitto sarebbe prescritto, poiché
non sussisterebbe la continuazione di reato: e meno male che costui avrebbe
dovuto sostenere l’accusa!!!
Anche se si considerasse - in maniera del tutto assurda - il reato di disastro
concluso con la chiusura degli stabilimenti italiani della multinazionale
svizzero-belga, mi domando come si possa affermare che il miliardario in
questione ha proceduto all'eliminazione totale della mortifera sostanza da lui
prodotta è spacciata in tutta Italia: ancora adesso si stanno censendo, e dove
possibile smantellando, siti impestati dal su detto materiale, quindi la
bonifica non è stata fatta!!!
Seguendo il suo ragionamento, è giunta l'ora di cambiare il nome al ministero
che si occupa delle questioni inerenti la legge: quello che sino ad oggi è
stato conosciuto come Ministero della Giustizia, deve cambiare nome in
Ministero del Diritto, che è tutt'altra cosa rispetto alla Giustizia, come è
dimostrato da questa vergognosa e indegna sentenza.
Per quanto mi concerne, non posso fare altro che concordare in pieno con quanto
sostenuto dall'avvocato di parte civile Sergio Bonetto, il quale nella sua
arringa ha sostenuto che "Se quando è stato formulato il Codice Penale non
si conoscevano i cancerogeni, e il fatto che agiscono a distanza di decenni,
non per questo il diritto può ignorarne gli effetti e rinunciare a fare i
processi che riguardano i danni alla salute che ne derivano", per poi
concludere affermando: "Non vorrei - prosegue Bonetto - che dopo il
delitto perfetto si configurasse da oggi in poi il disastro perfetto, che non
trova cioè alcuna sanzione".
Bosio (Al), 20 novembre 2014
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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